Scegliere il percorso di studi: da dove cominciare

Scegliere la scuola superiore, l’università o un percorso di studi all’estero può sembrare come guardare una montagna da lontano: la cima è la decisione finale, ma ciò che conta davvero è il sentiero che permette di raggiungerla.

Molte scelte vissute con ansia non nascono dalla paura di prendere una decisione sbagliata, ma dalla sensazione di dover decidere troppo in fretta, senza avere ancora criteri sufficientemente chiari.

Un buon percorso di orientamento non consiste in un test che indica che cosa fare. È un processo strutturato che aiuta a conoscersi, esplorare le possibilità e arrivare a una scelta più consapevole.

Prima tappa: conoscersi

Ogni scelta solida parte da una migliore conoscenza di sé.

Interessi, valori, punti di forza, modalità di apprendimento e fonti di motivazione sono elementi importanti per comprendere quali percorsi possano essere più coerenti nel tempo.

Ragazzi e ragazze, però, non sempre riescono a riconoscere facilmente queste caratteristiche. Spesso concentrano l’attenzione su ciò che devono migliorare, sui voti o sulle aspettative esterne, senza soffermarsi abbastanza su ciò che li incuriosisce, li coinvolge e permette loro di esprimersi con naturalezza.

Conoscersi significa, ad esempio:

In questa fase posso integrare il metodo Potentialis®, che attraverso esercizi sensoriali e interattivi aiuta a far emergere attitudini naturali, modalità di funzionamento e punti di forza.

Potentialis® non indica quale scuola o professione scegliere, ma offre nuovi elementi per comprendere meglio sé stessi e fondare le decisioni su una maggiore consapevolezza.

Seconda tappa: esplorare il mondo professionale

Quando si chiede a un adolescente che cosa voglia fare da grande, la risposta può sembrare lontana, astratta o definitiva.

In realtà, non è necessario individuare subito una professione precisa. Può essere più utile iniziare a esplorare gli ambienti, le attività e i problemi con cui si vorrebbe lavorare.

Una domanda importante non è soltanto:

Ma anche:

Una grande azienda strutturata, un piccolo studio, un laboratorio, un ospedale, un centro di ricerca, una scuola, un ambiente creativo o un’attività all’aperto richiedono ritmi, capacità relazionali, livelli di autonomia e modi di lavorare molto diversi.

Esplorare questi contesti permette di andare oltre i nomi delle professioni e di osservare più concretamente:

Possono essere utili anche strumenti visuali, come il Photolangage, che attraverso immagini e fotografie facilita l’esplorazione degli ambienti che suscitano interesse, curiosità o senso di appartenenza.

L’obiettivo non è trovare immediatamente una corrispondenza perfetta, ma ampliare lo sguardo e formulare ipotesi da approfondire.

Terza tappa: conoscere l’offerta formativa

Una volta individuati alcuni interessi, valori e contesti professionali, diventa più semplice esplorare l’offerta formativa con criteri chiari.

Licei, istituti tecnici e professionali, percorsi ITS Academy, università in Italia o all’estero rappresentano possibilità diverse, ciascuna con caratteristiche, metodi di apprendimento e prospettive specifiche.

La ricerca non dovrebbe limitarsi al nome del corso o alla reputazione di una scuola. È importante osservare anche:

Il lavoro di esplorazione aiuta a passare da una domanda molto ampia, come “Qual è la scuola giusta?”, a domande più concrete:

In questa fase è utile confrontare diverse opzioni, partecipare a open day, parlare con studenti e professionisti, consultare i programmi e verificare le informazioni raccolte.

Quarta tappa: scegliere

La scelta finale nasce dall’incontro tra diversi elementi:

Quando queste dimensioni sono state analizzate, la decisione diventa più fondata e meno simile a un salto nel vuoto.

Questo non significa eliminare completamente dubbi e incertezze. Ogni scelta importante contiene una parte di rischio e nessun percorso può garantire in anticipo un risultato preciso.

L’obiettivo non è raggiungere una certezza assoluta, ma scegliere con criteri più consapevoli, sapendo perché una determinata opzione appare oggi più coerente delle altre.

Una scelta può inoltre essere riconsiderata nel tempo. Cambiare direzione non significa necessariamente aver fallito: può significare aver acquisito nuove informazioni, essere cresciuti o aver compreso meglio ciò che si desidera.

Il ruolo dei genitori

Per i genitori, accompagnare un figlio nella scelta può essere delicato.

È naturale desiderare di proteggerlo dagli errori, indicargli opportunità sicure o orientarlo verso ciò che sembra offrire maggiori prospettive. Il rischio, però, è che preoccupazioni e aspettative degli adulti rendano ancora più difficile ascoltare ciò che il ragazzo o la ragazza sta cercando di comprendere.

Accompagnare non significa scegliere al posto suo, ma aiutarlo a costruire il percorso che conduce alla decisione.

Può significare:

I genitori possono offrire esperienza, conoscenza e sostegno, ma la scelta deve potersi collegare all’identità in crescita del figlio.

Quando il confronto genera tensioni, incomprensioni o una forte pressione, un supporto esterno può aiutare la famiglia a creare un linguaggio comune e a riportare l’attenzione sulle esigenze reali dello studente.

Un percorso per scegliere con maggiore serenità

Propongo percorsi di orientamento per studenti che devono scegliere la scuola superiore, l’università o valutare un’esperienza di studio all’estero.

Il percorso integra conoscenza di sé, esplorazione degli ambienti professionali, analisi dell’offerta formativa e confronto tra le diverse possibilità.

In base alle esigenze, possono essere utilizzati strumenti come Potentialis®, Photolangage ed esercizi di riflessione e ricerca.

L’obiettivo non è indicare una scelta dall’esterno, ma aiutare lo studente a costruire criteri propri, riconoscere le proprie risorse e individuare uno o più percorsi realistici e coerenti.

In questo modo, una decisione percepita come schiacciante può diventare un processo guidato, nel quale ogni tappa contribuisce a costruire il futuro con maggiore consapevolezza e serenità.

Choosing a study path: where to begin

Choosing a secondary school, university or study program abroad can feel like looking at a mountain from a distance. The summit represents the final decision, but what really matters is the path that leads there.

Many choices become stressful not because students are necessarily afraid of making the wrong decision, but because they feel they must decide too quickly, before they have developed sufficiently clear criteria.

Effective educational guidance is not a test that tells someone what to do. It is a structured process that helps students understand themselves, explore the possibilities available and reach a more informed decision.

First stage: understanding yourself

Every sound decision begins with better self-understanding.

Interests, values, strengths, learning preferences and sources of motivation all help determine which pathways may remain coherent over time.

Young people, however, do not always find it easy to recognise these characteristics. They may focus primarily on what they need to improve, their grades or other people’s expectations, without paying enough attention to what engages them, inspires curiosity or allows them to express themselves naturally.

Understanding oneself can involve:

At this stage, I can integrate the Potentialis® method. Through sensory and interactive exercises, it helps bring natural aptitudes, ways of functioning and strengths to light.

Potentialis® does not indicate which school or profession a student should choose. It offers additional elements that help students understand themselves more clearly and make decisions with greater awareness.

Second stage: exploring the professional world

When adolescents are asked what they want to do when they grow up, the answer may feel distant, abstract or excessively definitive.

In reality, it is not necessary to identify a precise occupation immediately. It can be more useful to begin by exploring the environments, activities and types of problems with which a person might enjoy working.

An important question is not only:

It is also:

A large structured company, a small professional practice, a laboratory, a hospital, a research centre, a school, a creative environment or outdoor work all involve different rhythms, relationships, levels of autonomy and ways of working.

Exploring these contexts helps students move beyond the names of occupations and look more concretely at:

Visual tools such as Photolangage can also be useful. Through images and photographs, they facilitate the exploration of environments that generate interest, curiosity or a sense of belonging.

The aim is not to find an immediate perfect match, but to broaden perspectives and develop possibilities that can be explored further.

Third stage: understanding educational options

Once students have identified some of their interests, values and preferred professional environments, it becomes easier to examine educational options using clearer criteria.

Academic secondary schools, technical and vocational institutions, ITS Academy programs, and universities in Italy or abroad all represent different possibilities, each with its own characteristics, learning methods and future opportunities.

Research should not be limited to the name or reputation of a school or program. It is also important to consider:

Exploration helps transform a broad question such as “Which is the right school?” into more concrete questions:

At this stage, it is useful to compare different options, attend open days, speak to students and professionals, study course content and verify the information collected.

Fourth stage: making a choice

The final choice emerges from the interaction of several elements:

Once these different dimensions have been examined, the decision becomes better grounded and less like a leap into the unknown.

This does not mean eliminating all doubts and uncertainty. Every important choice involves some degree of risk, and no pathway can guarantee a precise outcome in advance.

The aim is not to achieve absolute certainty, but to make a decision based on more conscious criteria and to understand why one option currently appears more coherent than the others.

A choice can also be reconsidered over time. Changing direction does not necessarily mean failure. It may mean that the student has acquired new information, developed or gained a clearer understanding of what they want.

The role of parents

Supporting a child through this decision can be delicate for parents.

It is natural to want to protect them from mistakes, direct them towards secure opportunities or encourage choices that appear to offer stronger prospects. The risk is that adult concerns and expectations make it even harder for the young person to listen to what they are trying to understand about themselves.

Supporting does not mean choosing on their behalf. It means helping them build the process that leads to the decision.

This may involve:

Parents can offer experience, knowledge and support, but the decision needs to reflect the developing identity of their child.

When discussions create tension, misunderstanding or excessive pressure, external support can help the family develop a shared language and refocus attention on the student’s actual needs.

A program for making choices with greater confidence

I offer educational guidance programs for students choosing a secondary school, university or study experience abroad.

The process combines self-understanding, exploration of professional environments, analysis of educational options and comparison of different possibilities.

Depending on individual needs, tools such as Potentialis®, Photolangage and guided reflection and research exercises may be included.

The aim is not to prescribe a choice from the outside, but to help students develop their own criteria, recognise their resources and identify one or more realistic and coherent pathways.

In this way, a decision that initially feels overwhelming can become a guided process in which each stage contributes to building the future with greater awareness and confidence.

Choisir son parcours d’études : par où commencer ?

Choisir un lycée, une université ou un parcours d’études à l’étranger peut donner l’impression d’observer une montagne de loin. Le sommet représente la décision finale, mais ce qui compte réellement est le chemin qui permet de l’atteindre.

De nombreux choix sont vécus avec anxiété, non parce que les jeunes craignent nécessairement de prendre une mauvaise décision, mais parce qu’ils ont le sentiment de devoir décider trop rapidement, avant d’avoir défini des critères suffisamment clairs.

Une bonne démarche d’orientation ne consiste pas en un test qui indique ce qu’il faut faire. Il s’agit d’un processus structuré qui aide à mieux se connaître, à explorer les possibilités et à prendre une décision plus éclairée.

Première étape : mieux se connaître

Toute décision solide commence par une meilleure connaissance de soi.

Les centres d’intérêt, les valeurs, les points forts, les préférences d’apprentissage et les sources de motivation sont autant d’éléments qui permettent de comprendre quels parcours pourront rester cohérents dans le temps.

Les jeunes ne parviennent toutefois pas toujours à identifier facilement ces caractéristiques. Ils se concentrent souvent sur ce qu’ils doivent améliorer, sur leurs notes ou sur les attentes extérieures, sans accorder suffisamment d’attention à ce qui les intéresse, éveille leur curiosité ou leur permet de s’exprimer naturellement.

Mieux se connaître signifie notamment :

À cette étape, je peux intégrer la méthode Potentialis®. À travers des exercices sensoriels et interactifs, elle aide à faire émerger les aptitudes naturelles, les modes de fonctionnement et les points forts.

Potentialis® n’indique pas quelle école ou quel métier choisir. La méthode apporte des éléments supplémentaires pour mieux se comprendre et prendre des décisions avec davantage de recul.

Deuxième étape : explorer le monde professionnel

Lorsqu’on demande à un adolescent ce qu’il souhaite faire plus tard, la réponse peut sembler lointaine, abstraite ou trop définitive.

En réalité, il n’est pas nécessaire d’identifier immédiatement un métier précis. Il peut être plus utile de commencer par explorer les environnements, les activités et les types de problèmes sur lesquels on aimerait travailler.

La question importante n’est pas uniquement :

Elle peut également être :

Une grande entreprise structurée, un petit cabinet, un laboratoire, un hôpital, un centre de recherche, une école, un environnement créatif ou une activité en plein air impliquent des rythmes, des relations, des degrés d’autonomie et des manières de travailler très différents.

Explorer ces contextes permet d’aller au-delà du nom des métiers et d’observer plus concrètement :

Des outils visuels comme le Photolangage peuvent également être utiles. Grâce à des images et à des photographies, ils facilitent l’exploration des environnements qui suscitent de l’intérêt, de la curiosité ou un sentiment d’appartenance.

L’objectif n’est pas de trouver immédiatement une correspondance parfaite, mais d’élargir son regard et de formuler des hypothèses à approfondir.

Troisième étape : connaître les possibilités de formation

Une fois certains centres d’intérêt, valeurs et environnements professionnels identifiés, il devient plus facile d’explorer les possibilités de formation à partir de critères plus clairs.

Les différents types de lycées, les formations techniques et professionnelles, les cursus spécialisés, ainsi que les universités en Italie ou à l’étranger représentent des possibilités distinctes, avec leurs propres caractéristiques, méthodes d’apprentissage et perspectives.

La recherche ne devrait pas se limiter au nom ou à la réputation d’un établissement ou d’une formation. Il est également important d’observer :

L’exploration permet de transformer une question très générale comme « Quelle est la bonne école ? » en une interrogation plus concrète :

À cette étape, il est utile de comparer plusieurs possibilités, de participer à des journées portes ouvertes, de parler avec des étudiants et des professionnels, de consulter les programmes et de vérifier les informations recueillies.

Quatrième étape : choisir

Le choix final naît de la rencontre entre plusieurs éléments :

Lorsque ces différentes dimensions ont été analysées, la décision devient plus solide et ressemble moins à un saut dans l’inconnu.

Cela ne signifie pas que tous les doutes et toutes les incertitudes disparaissent. Toute décision importante comporte une part de risque, et aucun parcours ne peut garantir à l’avance un résultat précis.

L’objectif n’est pas d’atteindre une certitude absolue, mais de choisir à partir de critères plus conscients et de comprendre pourquoi une possibilité semble, aujourd’hui, plus cohérente que les autres.

Une décision peut également être réexaminée au fil du temps. Changer de direction ne signifie pas nécessairement avoir échoué. Cela peut signifier que le jeune a obtenu de nouvelles informations, qu’il a évolué ou qu’il comprend mieux ce qu’il souhaite.

Le rôle des parents

Accompagner son enfant dans cette décision peut être délicat pour les parents.

Il est naturel de vouloir le protéger des erreurs, l’orienter vers des possibilités sûres ou l’encourager à choisir des parcours qui semblent offrir de meilleures perspectives. Le risque est toutefois que les inquiétudes et les attentes des adultes rendent encore plus difficile l’écoute de ce que le jeune cherche à comprendre sur lui-même.

Accompagner ne signifie pas choisir à sa place, mais l’aider à construire le processus qui conduit à la décision.

Cela peut consister à :

Les parents peuvent apporter leur expérience, leurs connaissances et leur soutien, mais la décision doit pouvoir correspondre à l’identité en construction de leur enfant.

Lorsque les échanges créent des tensions, des incompréhensions ou une pression excessive, un accompagnement extérieur peut aider la famille à développer un langage commun et à recentrer l’attention sur les besoins réels du jeune.

Un parcours pour choisir avec davantage de sérénité

Je propose des parcours d’orientation aux jeunes qui doivent choisir un lycée, une université ou envisagent une expérience d’études à l’étranger.

La démarche associe connaissance de soi, exploration des environnements professionnels, analyse des possibilités de formation et comparaison entre différentes options.

Selon les besoins, des outils comme Potentialis®, le Photolangage et des exercices guidés de réflexion et de recherche peuvent être intégrés.

L’objectif n’est pas d’imposer un choix depuis l’extérieur, mais d’aider le jeune à développer ses propres critères, à reconnaître ses ressources et à identifier un ou plusieurs parcours réalistes et cohérents.

Ainsi, une décision initialement perçue comme écrasante peut devenir un processus guidé dans lequel chaque étape contribue à construire l’avenir avec davantage de conscience et de sérénité.

Elegir un itinerario de estudios: por dónde empezar

Elegir un centro de educación secundaria, una universidad o un programa de estudios en el extranjero puede parecerse a observar una montaña desde lejos. La cima representa la decisión final, pero lo verdaderamente importante es el camino que permite llegar hasta ella.

Muchas decisiones se viven con ansiedad, no porque los estudiantes teman necesariamente equivocarse, sino porque sienten que deben decidir demasiado rápido, antes de haber definido criterios suficientemente claros.

Una buena orientación académica no consiste en realizar un test que indique qué hacer. Es un proceso estructurado que ayuda a conocerse, explorar las posibilidades y llegar a una decisión más consciente.

Primera etapa: conocerse mejor

Toda decisión sólida comienza con un mayor conocimiento de uno mismo.

Los intereses, los valores, los puntos fuertes, las preferencias de aprendizaje y las fuentes de motivación son elementos importantes para comprender qué itinerarios pueden resultar coherentes a largo plazo.

Sin embargo, los jóvenes no siempre consiguen reconocer fácilmente estas características. A menudo se centran en lo que deben mejorar, en sus notas o en las expectativas de los demás, sin prestar suficiente atención a lo que despierta su curiosidad, los implica o les permite expresarse con naturalidad.

Conocerse mejor significa, por ejemplo:

En esta etapa puedo integrar el método Potentialis®. A través de ejercicios sensoriales e interactivos, ayuda a hacer emerger las aptitudes naturales, las formas de funcionamiento y los puntos fuertes.

Potentialis® no indica qué centro o profesión debe elegir un estudiante. Ofrece elementos adicionales que permiten comprenderse mejor y tomar decisiones con mayor conciencia.

Segunda etapa: explorar el mundo profesional

Cuando se pregunta a un adolescente qué quiere hacer de mayor, la respuesta puede parecer lejana, abstracta o excesivamente definitiva.

En realidad, no es necesario identificar inmediatamente una profesión concreta. Puede resultar más útil empezar explorando los entornos, las actividades y los tipos de problemas con los que a la persona le gustaría trabajar.

La pregunta importante no es solo:

También puede ser:

Una gran empresa estructurada, un pequeño despacho, un laboratorio, un hospital, un centro de investigación, un colegio, un entorno creativo o un trabajo al aire libre implican ritmos, relaciones, niveles de autonomía y formas de trabajar muy diferentes.

Explorar estos contextos permite ir más allá de los nombres de las profesiones y observar de forma más concreta:

También pueden ser útiles herramientas visuales como el Photolangage. A través de imágenes y fotografías, facilitan la exploración de entornos que despiertan interés, curiosidad o una sensación de pertenencia.

El objetivo no es encontrar inmediatamente una correspondencia perfecta, sino ampliar la perspectiva y formular hipótesis que puedan explorarse con mayor profundidad.

Tercera etapa: conocer la oferta formativa

Una vez identificados algunos intereses, valores y entornos profesionales, resulta más sencillo explorar la oferta formativa utilizando criterios más claros.

Los distintos tipos de educación secundaria, la formación técnica y profesional, los programas especializados y las universidades en Italia o en el extranjero representan posibilidades diferentes, cada una con sus propias características, métodos de aprendizaje y perspectivas.

La búsqueda no debería limitarse al nombre o la reputación de un centro o programa. También es importante analizar:

El proceso de exploración permite pasar de una pregunta muy amplia, como “¿Cuál es el centro adecuado?”, a una cuestión más concreta:

En esta etapa resulta útil comparar distintas opciones, asistir a jornadas de puertas abiertas, hablar con estudiantes y profesionales, consultar los programas y verificar la información recopilada.

Cuarta etapa: elegir

La decisión final surge de la combinación de distintos elementos:

Cuando se han analizado estas dimensiones, la decisión adquiere una base más sólida y se parece menos a un salto al vacío.

Esto no significa eliminar por completo las dudas y la incertidumbre. Toda decisión importante implica cierto grado de riesgo, y ningún itinerario puede garantizar de antemano un resultado concreto.

El objetivo no es alcanzar una certeza absoluta, sino elegir a partir de criterios más conscientes y comprender por qué una opción parece, en este momento, más coherente que las demás.

Una decisión también puede revisarse con el tiempo. Cambiar de dirección no significa necesariamente haber fracasado. Puede significar que el estudiante ha adquirido nueva información, ha evolucionado o comprende mejor lo que desea.

El papel de los padres

Acompañar a un hijo en esta decisión puede ser delicado para los padres.

Es natural querer protegerlo de los errores, orientarlo hacia oportunidades seguras o animarlo a escoger itinerarios que parezcan ofrecer mejores perspectivas. Sin embargo, existe el riesgo de que las preocupaciones y expectativas de los adultos dificulten todavía más que el joven escuche lo que está intentando comprender sobre sí mismo.

Acompañar no significa elegir en su lugar, sino ayudarlo a construir el proceso que conduce a la decisión.

Esto puede implicar:

Los padres pueden aportar experiencia, conocimientos y apoyo, pero la decisión debe poder reflejar la identidad en desarrollo de su hijo.

Cuando las conversaciones generan tensión, incomprensión o una presión excesiva, el apoyo de una persona externa puede ayudar a la familia a desarrollar un lenguaje común y volver a centrar la atención en las necesidades reales del estudiante.

Un proceso para elegir con mayor serenidad

Propongo procesos de orientación académica para estudiantes que deben elegir un centro de educación secundaria, una universidad o una experiencia de estudios en el extranjero.

El proceso combina el conocimiento de uno mismo, la exploración de entornos profesionales, el análisis de la oferta formativa y la comparación de distintas posibilidades.

En función de las necesidades individuales, pueden integrarse herramientas como Potentialis®, Photolangage y ejercicios guiados de reflexión e investigación.

El objetivo no es imponer una elección desde fuera, sino ayudar al estudiante a desarrollar sus propios criterios, reconocer sus recursos e identificar uno o varios itinerarios realistas y coherentes.

De esta manera, una decisión que inicialmente parece abrumadora puede convertirse en un proceso guiado en el que cada etapa contribuye a construir el futuro con mayor conciencia y serenidad.

Contattami